sul blog – labirinti virtuali/digitali

7 febbario 2009

data originaria del post, si riferisce allo spostamento di pontitibetani su wordpress e l’apertura di ponti e derive.

DOPO UN MESE E PASSA DI GESTIONE DEL BLOG GEMELLO, CREDO SIA NECESSARIO CONSENTIRMI UNA PAUSA DI META RIFLESSIONE.

NON CREDO SIA ORA POSSIBILE ARGOMENTARE TUTTO MA VORREI INIZIARE

  1. UN BLOG FUNZIONA, ALMENO A LIVELLO PERSONALE, IN PRESA DIRETTA. SEMBRA AVERE UNA CONNOTAZIONE PIUTTOSTO EPIDERMICA. VUOI PERCHÈ SPESSO I BLOG CHE VISITO SONO FORME DI DIARIO, SPAZI DI RIFLESSIONE APERTI E SI MUOVONO ALLA RICERCA DI UNO SGUARDO CHE È NECESSARIAMENRE UNO SGUARDO PRIMA RICEVUTO, POI DATO ED INFINE – TALVOLTA MA NON SEMPRE – “SCAMBIATO”. I CONTATORI AD ESEMPIO SEGNALANO LE VISITE E MOSTRA A CHI “HA” IL BLOG SE E/O DA CHI VIENE SEGUITO, E CONTEMPORANEAMENTE OFFRE IN ESPOSIZIONE LA STESSA INFORMAZIONE A CHI PASSA, LEGGE E VISITA. È POSSIBILE INSERIRE CODICI HTML PER PERMETTERE AI LETTORI DI TENERE IL CONTATTO CON CHI SCRIVE. ELEMENTI CHE FANNO PENSARE ALLA POSSIBILITÀ E ALLA VOLONTÀ DI RESTARE IN CONTATTO. E IL CONTATTO È UNA DIMENSIONE (SEBBENE VIRTUALIZZATA) CHE APPARTIENE ALLA DIMENSIONE CORPOREA. IL CONTATTO AVVIENE ATTRAVERSO LA PELLE, UNA PELLE VIRTUALE FATTA DI IMMAGINI, ICONE, GADGET, RSS, FEED ETC . ED È -FORSE – PER QUESTO CHE UN BLOG FINISCE PER ASSUMERE QUELLA CONNOTAZIONE DI ESPRESSIONE DI SÈ, PENSATA, ESPOSTA, DICHIARATA MA POCO OSSERVATA DA UN ALTRO LIVELLO DI PENSIERO. IL BLOG È CIÒ CHE UNO DICE DI SÈ MENTRE OSSERVA IL PROPRIO FLUIRE DI EMOZIONI E PENSIERI MA MOLTO MENO IL PENSIERO CHE FORMULA PENSIERI SU SÈ STESSO.

E PER ORA MI PARE CHE BASTI.

MONICA

FONTE: HTTP://BLOGGERIMMA.BLOGSPOT.COM/ POST_: CLASSIFICAZIONE DEI BLOG

“DICE ANCORA DE KERCKHOVE IL BLOG È LA CREATURA PIÙ MATURA DEL WEB, È L’APPRODO NATURALE E NELLO STESSO TEMPO COMPLESSO DEL NOSTRO SISTEMA, COMPLESSITÀ CHE RIFLETTE IL MONDO SENZA CONFINI COME UN MONDO LIQUIDO ( BAUMAN)”

QUESTA È UNA METARIFLESSIONE.

Educazione e corpo

educazione e corpo[55842542.jpg]

corpi

educare il corpo

educare alla corporeità

dal punto di vista formativo nasco come psicomotricista.

vale a dire un percorso triennale in cui la dimensione corporea è stata esplorata abbondantemente; passando dal piacere del proprio muoversi, del proprio giocare ed esplorare la dimensione motoria, sensomotoria e psicomotoria, e poi espanderla nella relazione con gli oggetti propri del setting psicomotorio, quindi nella relazione con l’altro e poi con il gruppo.

dire nasco come psicomotricista non è una esagerazione, perchè, io adulta, sono entrata in una scoperta ex novo di me, nel movimento, nella sensorialità e nell’azione.

altra dimensione fondativa, a livello personale, è stata inoltre quella della capacità del corpo di apprendere ed insegnare alla mente, e di disciplinarla.

adesso ho incontrato un altro paradigma formativo molto forte, e nonostante la partenza sia apparentemente strutturata in modo verbale, si connota con una dimensione pratica (prassi), un esercitarsi del fare che mi rimanda di continuo alla psicomotricità.

la sensazione è che il motore portante sia la dimensione corporea dell’interazione, che sia il linguaggio che quando è, anche, corporeo, interpreta e sostiene l’interazione educativa, nelle sue espressioni.

parola, corpo, incontro.

sto cercando connessioni.