Conosci te stesso o del coraggio #edupost (appunti)

Conosci te stesso o del coraggio, meglio dell’essere coraggiosi. Abbiamo tutti come idea base quella che il coraggio sia qualcosa di grandioso, che si basi sul del gettare il cuore oltre l’ostacolo, vivendo di epopee, di eroismi. Ma se dobbiamo insegnare questo tipo di coraggio, l’opera diventa assai davvero difficile da insegnare, oltre che da praticare. non siamo mica gli spartani di Leonida Il coraggio che spinge ad andare oltre a tutto, a tutti, a se stessi, che è un po’ folle, e richiede grande energia, grande ottimismo e, forse, quantità spropositate di generosità. Non è da tutti. Poi c’è … Continua a leggere Conosci te stesso o del coraggio #edupost (appunti)

In the name of love #lovedu 4 – stima –

Dice la mia amica M., donna saggia, che i presupposti dell’amore per una persona stanno nella stima che riponiamo nell’altro. In sintesi non si riesce ad amare una persona se non la si stima. E in caso se manca quella,  all’amore, finisce per mancare un presupposto fondamentale. Ci sarebbero anche l’allegria e il divertimento condiviso, che secondo me fanno un altra parte della base di una affettività condivisa, ma non è qui in oggetto. Per cui meglio tralasciarla. Stamane mentre lavavo i piatti, ottima attività meditativa coatta, mi sono accorta che l’assioma valeva per ogni genere di amore, quello della mia amica, … Continua a leggere In the name of love #lovedu 4 – stima –

In the name of love – #lovedu 3

NOTA (Il post numero due è bloccato in fase in elaborazione) Quando parliamo di amore ci vengono in mente gli scenari romantici dei primi momenti, o quello che troviamo nello sconfinante e sconfinato amore genitoriale. Mi sono chiesta, senza trovare soluzioni, se l’amore non sia che uno. Amore con connotazioni precise e non confondibili, che può essere nell’amore di coppia, e/o in quello genitoriale (o filiale). Ma può anche non esserci. Ci può essere un ottimo “lavoro” di accudimento, di presa in carico, di affettività ed emotività, ci possono essere gesti di affiliazione, di gentilezza … tutte cose meravigliose ma non … Continua a leggere In the name of love – #lovedu 3

In the name of love – #lovedu 1

Nel nome dell’amore – Cos’altro nel nome dell’amore? – Nel nome dell’amore – Cos’altro nel nome dell’amore? – Un uomo imprigionato in un recinto di filo spinato – Un uomo che resiste – Un uomo finito su di una spiaggia deserta – Un uomo tradito con un bacio ( pride – in the name of love – U2) Premessa: sul web siamo pubblici e spesso anche personali. Possiamo essere pubblici e personali, solo pubblici, solo personali (ma siamo e resteremo in sempre in un luogo pubblico). Ricordiamoci solo che ciò che trattiamo di nostro e personale non è detto che … Continua a leggere In the name of love – #lovedu 1

Auspici e disabilità. (rivoluzioni)

Nel 1989 lavoravo in una grande Ipab che ospitava circa 1000 disabili, si diceva handicappati, che vivevano lì, tutti o quasi in regime di residenzialità. La loro casa era rappresentata dai grandi reparti e la vita era quella che si poteva svolgere di una istituzione totale. Nel 1995 si cominciava a parlare e sperimentare – in quel contesto – per alcuni ospiti la vita nelle prime case alloggio; una vita non circondata da muri, vissuta in una  casa, finalmente, vera. Gli altri, che vivevano nei reparti, ogni tanto li portavamo fuori, in giro per il paese; noi operatori con le nostre belle divise bianche … Continua a leggere Auspici e disabilità. (rivoluzioni)

Di cotanto peso – 1 –

Si parla di peso, e di anoressia. Non ne ho mai parlato qui con estensione, perché il blog è professionale, e perché, quella dell’anoressia, fa parte delle storie personali che è strano affrontare. Va trovato il giusto registro narrativo, tra sfumature intimistiche e riflessioni di maggior respiro, va trovato un tempo adeguato per scrivere, per non aprire capitoli che rischiano di confondere invece di aprire pensieri. Ci va cura e delicatezza.                                          Lo stimolo a scriverne viene da un collega, che si occupa di … Continua a leggere Di cotanto peso – 1 –

TRA (educazione – cultura – pensieri)

Oggi viaggiamo tra le dicotomie (bianco o nero), tutto si deve dividere in due parti, per capire dove stare. Eppure mi sembra che stare, debba essere visto come un viaggiare, at-tra-versare, percorrere ciò che sta tra due posizioni. E nel viaggiare, si capisce che le posizioni sono spesso più di due, a volte tre o quattro, e in ogni caso sono sorprendentemente assai più complesse, connesse e stratificate di quanto si pensava. A quel punto si scopre che per pensare, comprendere la realtà, e vivere nel mondo (educare, imparare, formare, insegnare, costruire) tocca fare uno sforzo. Quello di costruirsi dubbi … Continua a leggere TRA (educazione – cultura – pensieri)

bulli grandi e piccoli

Questo post nasce come rielaborazione di un pensiero nato grazie ad una discussione nata sul gruppo facebook Il caffè pedagogico. Una necessaria premessa: ritengo il web un fenomeno interessante e culturalmente ineliminabile (il nostro mondo e modello di economia, informazione, politica, dati, ricerca etc viaggiano su strade digitali), pertanto esso rappresenta un attraversamento storico e sociale che ogni adulto che si occupi di educazione o che abbia uno sguardo responsabile non può evitare. Ciò va fatto analizzandolo, informandosi/formandosi a coglierne limiti e possibilità. Aggiungo che anche personalmente il “mondo web” mi piace e intressa molto. Così lo sguardo che portiamo, noi che ci … Continua a leggere bulli grandi e piccoli

Un organizzazione non può perdere la rotta professionale

Un collega che coordina un servizio per anziani, mi racconta avvilito, della mole di lavoro burocratico che si è visto scaricare addosso dalla organizzazione per cui lavora. Il fine d’anno non solo ha una funzione simbolica per tutti noi, ma anche ha una funzione di sintesi e chiusura amministrativa, economica, burocratica; di fatto si conclude un anno di lavoro, lo si rendiconta, e talvolta lo si valuta e riprogetta sia in termini organizzativi, che progettuali, e di significato. Ma a volte le richieste burocratiche assorbono tutte le energie, il tempo e i pensieri di chi coordina, a volte anche quelli … Continua a leggere Un organizzazione non può perdere la rotta professionale

questioni di “vision” – frammenti di conversazione

dal un post del mio profilo Facebook “#pedagogia #terzosettore #educazioneprofessionale mi piace immaginare un futuro in cui i servizi, le cooperative cercheranno coordinatori pedagogici, o capi area come si cercano i professionisti nelle mondo aziendale, senza badare al risparmio, cercandone le competenze, e magari scegliendoli anche per il profilo etico e le capacità di comunicare in modo transdisciplinare, e per la capacità di progettare, di innovare e avere una vision nuova dei bisogni dell’utenza di cui prendersi carico. … Troppo?” Questo post, dopo una pubblicazione su Facebook, nasce grazie ai pensieri  ritrovati nei commenti di amici/colleghi, in particolare di Christian Sarno (che … Continua a leggere questioni di “vision” – frammenti di conversazione