NORME E LEGAMI. L’incontro tra adulti e giovani attraverso legalità/illegalità. (1)

Cos’e? Il titolo, la traccia tematica, per un incontro di confronto dialettico (progettato tra amiche, conoscenti e colleghe consulenti pedagogiche e filosofe) svincolato da legami istituzionali o lavorativi, ma dedicato a aprire un tema caro a tutte per motivi professionali. Eccone gli appunti (e gli spunti) iniziali. Premessa. In questo momento socioculturale e’ quasi strano trattare il tema dell’illegalita’ nel doppio sguardo tra adulti e giovani. Una visione piu’ divulgativa, vuole o voleva, la categoria dei giovani osservabile nel suo essere quasi “portatrice sana” di perturbazioni, di esplorazioni di una “illegalità” praticamente generazionale, fatta per attraversare e provocare le periferie … Continua a leggere NORME E LEGAMI. L’incontro tra adulti e giovani attraverso legalità/illegalità. (1)

Principio di inerzia

L’educare professionale pare finalmente spinto verso il web, luogo nuovo attraente e spaventoso per scoprire e scoprirsi in questo viaggio; per andare oltre alle necessarie (e insindacabili) istanze  economiche,  sindacali e di riconoscimento del titolo. Sono luoghi che esistono e vengon ricreati per dire e comprendere cosa ci accade mentre facciamo educazione, mentre al esploriamo sul web, e mentre il web determina queste esplorazioni. C’è un vincolo alcuni luoghi obbligano a indossare un nuovo abito (in questo caso ad iscriversi ad alcuni socialnetwork) per iniziare, e paradossalmente è proprio questa la prima fatica da fare, capire che si è in … Continua a leggere Principio di inerzia

Un post illuminante ..

…. Questo che scritto da un collega,  mi pare offrire con chiarezza e essenzialità, tutto il valore dell’educazione, tanto professionale che naturale. “Se vuoi sopravvivere impari per forza“ Questa frase è uscita qualche giorno fa in una chiacchierata in cui si parlava di trasferimenti in paesi stranieri, con la difficoltà di imparare la nuova lingua, gli usi, le abitudini, i costumi… e con l’inevitabile stanchezza e lo sconforto che accompagnano questo processo. La “sopravvivenza del migrante” è una caratteristica inevitabile: o ti adegui o soccombi. E porta con se tutte le diatribe sull’integrazione, sull’accoglienza, sulla multiculturalità e l’interculturalità, sul mantenimento delle proprie … Continua a leggere Un post illuminante ..

Attraverso gli “spaesamenti nella contemporaneità” (unimi.bicocca) – parte 2

Idee vecchie e nuove per i meticci dell’educazione. Tale  sono, una meticcia, ponendomi così nella posizione di capire e imparare a cogliere ciò che mi risultasse nuovo e vecchio, ciò che potesse orientarmi negli spesamenti professionali, personali, (non sono una teorica e pedagogista pura, ma psicomotricista/ consulente pedagogica/madre/blogger/genitore in una famiglia ricostituita; in ciò ho portato al convegno un’ascolto di chi, comunque, si muove tra luoghi dello spaesamento, che sente come status esistenziale la multiappartenenza contemporanea, e a più livelli). Come a dire che lo spaersamento della contemporaneità è un oggetto di autorifessione, indipendentemente dalla volontà, ‘ché la contemporaneità è … Continua a leggere Attraverso gli “spaesamenti nella contemporaneità” (unimi.bicocca) – parte 2

Attraverso gli “spaesamenti nella contemporaneità” (unimi.bicocca) 1

E’ stato un bel convegno, nella prima giornata (la seconda non sono andata), che ha aperto alcune finestre davvero intriganti.

La prima lo sdoganamento del web 2.0 come soggetto dialettico,e con cui entrare in un dia-logo (un discorso attraverso o che attraversa) al di la delle inevitabili resistenze.

E’ inutile! Se non si attraversa il web, se non si usano un pò a fondo i socialnetwork, le resistenze restano altissime e non si riesce a cogliere il mondo e i mondi soggiacenti. Se è vero che in ambito pedagogico, e anche questo è stato un tema ben esplorato dall’intervento della Prof.ssa Contini, la necessità di un terzo, o di una terzità che non conoscendo (stante il suo ruolo di esterno) diventa un “valore” che innesca domande e colloca problemi; è anche vero che una resistenza totale allo strumento non permette di cogliere l’offerta innovativa del web 2.0. Vincere la resistenza, sia pure facendola seguire dalle famigerate domande, così care alle storielle orientali, del “sarà bene o sarà male”, e  quindi costruendosi una nuova soglia densa nuovi dubbi, permette di non sottrarsi alla contemporaneità,. Che non è evitabile, ci attraversa, ci appartiene, non riusciamo a svincolarcene, ci attornia, in via “fenomenologica” esiste.

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