do what’s right, not what’s easy

Nel nostro lavoro capita a tutti di dover dire cose giuste e non facili, scoprendo o sapendo che generano malumori, sommosse, e quasi crisi sistemiche. Come giustamente sottolinea il collega C. Sarno finiamo per occuparci dell’etica dell’educazione, tale che si rende etico oltre necessario dire alcune cose. A volte occorre far scoprire che la disabilità occupa (solo) una parte della vita di una persona, ma non per questo la persona scompare: continua ad avere desideri, passioni, amori, bisogni, timori, non facilmente soddisfacibili (es una vita autonoma, l’affettività, la sessualità, l’attenzione privilegiata di un operatore); tanto perché questa impone diversi limiti, e … Continua a leggere do what’s right, not what’s easy

Consulenza pedagogica ed etica tra pubblico e privato (appunti con dubbi)

L’etica (dal greco antico εθος (o ήθος)[1], èthos, “carattere”, “comportamento”, “costume”, “consuetudine”) è un ramo della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. Tentando il bilancio di questa nuova professionalità, o meglio della nuova forma che la consulenza pedagogica permette ai pregressi 25 anni di lavoro in ambito educativo, emergono dubbi e domande. Premetto per necessità di aver trovato eticamente compatibile con la mia formazione, tanto il lavoro per una struttura pubblica (ambulatorio … Continua a leggere Consulenza pedagogica ed etica tra pubblico e privato (appunti con dubbi)

Vacanze studio

Nella necessita’ di provare a proporre ad un adolescente la più classica delle vacanze (studio all’estero), mi sono accorta che c’era una latenza che andava nominata e rappresentata. Si va a studiare altrove per imparare una lingua, per ricevere impressioni usi e costumi di altri paesi, per cercare una piu’ ampia visione del mondo. Si va altrove a prendere qualcosa di più, di nuovo, di ricco e  di significativo. Eppure non si dice mai e con abbastanza intenzione, cos’altro si va a fare: dare. Dare se stessi, offrire la propria impressione sul mondo, a informarlo, con le proprie idee, le intenzioni, … Continua a leggere Vacanze studio

Consulenze in pillole e pensieri sparsi

Ultimamente e’ accaduto che qualche collega mi interpellasse per consigli sull’educazione. E non come coordinatrice di un servizio ma come consulente pedagogica. Il che mi ha fatto piacere, nella misura in cui spero di sia stata soprattutto la tecnicalita’ pedagogica che adotto nell’aprire domande e faglie di dubbi, ad incuriosire e a spingere questi genitori nel porgere i propri interrogativi sull’educazione dei figli. Alle domande mi sono sentita di rispondere con altre domande che orientassero lo sguardo dell’interlocutore verso una pluralita’ di questioni, di osservazioni, di indagini sulle proprie stesse idee genitoriali e sul significato di educare e guardare i … Continua a leggere Consulenze in pillole e pensieri sparsi

Mobilita’ (educativa) sostenibile … Chi guida oggi?

Con questo post si apre una nuova categoria, per mettere il luce le dis-connessioni (o le connessioni) tra i luoghi dell’educazione e le logiche politiche/economiche che interagiscono nelle definizione dei servizi educativi La mobilita’ sostenibile non e’ solo il problema di molte citta’ ma e’ anche un tema che occupa i pensieri di chi esercita l’educazione professionale, in particolare nei servizi rivolti ai disabili e ai servizi domiciliari. Ovviamente la definizione di mobilità sostenibile viene usata in modo improprio e per definire una questione diversa. Questa e’  una mobilita’ che si rende necessaria nell’attuazione del proprio lavoro, ovvero da quando gli … Continua a leggere Mobilita’ (educativa) sostenibile … Chi guida oggi?

Fare la fame

Nel mio nuovo lavoro, nella sua precarietà di lusso, un contratto a tempo determinato, vivo un mondo che non c’e’ piu’. Il lusso di qualche anno fa, un centro disabili, con tutti i benefit che sono figli del welfare, i laboratori, i mezzi, gli operatori, un buon rapporto numerico tra operatori ed utenti, gli esperti esterni, i progetti. Una bolla di benessere che sopravvive inconsapevole e residua, mentre attorno la cooperazione sociale collassa nei ritardi di pagamento dei comuni, i nidi e le case di riposo si svuotano, perché le donne tornano al lavoro casalingo e all’assistenza agli anziani, perché … Continua a leggere Fare la fame

L’OTTO marzo (educativo) ogni giorno

PREMESSA All’inizio … un tot di anni fa, pensavo che l’educazione fosse semplicemente l’atto di educare qualcuno. E nei primi anni di lavoro mi sembrava che questo atto fosse sganciato dal contesto, e dal tempo. Poi lavorando nei servizi domiciliari, è stato necessario cominciare a focalizzare le differenze di contesto, di spazio e di tempo, quali variabili significative nell’interazione con i ragazzo/bambini che incontravo, e per comunicare con le loro famiglie. Quella sorta di bolla educativa primigenia non apriva ad una serie di dubbi e domande, una fra la tante era sulle differenze di genere. Mi sono trovata in vari contesti lavorativi … Continua a leggere L’OTTO marzo (educativo) ogni giorno

L’OTTO marzo (pedagogico) 2 ovvero una postfazione

“Da sempre il sapere viene dall’incontro tra la disponibilità’ ad apprendere di un soggetto e le offerte di conoscenza dell’ambiente in cui questi si forma” P. Bertolini (a cura di) Per un lessico di pedagogia fenomenologica Lavoro con diversi gruppi di colleghe, educatrici, pedagogiste, psicologhe, e quindi la riflessione sul nesso tra l’essere donne e lavorare in ambito educativo e’ un tema di interesse e discussione. In particolare questo avviene con il gruppo Amazzone o Penelope, dove lo sguardo, con cui vengono trattati i temi proposti negli eventi, è la necessità che la dimensione pedagogica e psicologica, con la nostra appartenenza … Continua a leggere L’OTTO marzo (pedagogico) 2 ovvero una postfazione

Lo “svacco” net-pedagogico …

Premessa Con il gruppo multidisciplinare di amiche e colleghe –  con cui stiamo provando ad elaborare pensieri capaci di osservare la realtà educativa da più ottiche – si va facendo interessante anche l’uso di parole, e di termini che ogni disciplina usa per definire o indagare alcuni aspetti del reale. Parole simili, che specificano teorie o sguardi diversi –  ci aiutano a definire confini o concetti differenti, o a renderli più complessi. E’ questa la sfida che stiamo ricercando e che sembra rendersi fattivamente disponibile; il fatto poi che si tratti di un gruppo composto di sole donne, defezionati e … Continua a leggere Lo “svacco” net-pedagogico …

Blaze of glory

Si ritrovano sempre, adulti ed adolescente, nell’utero meccanico di una macchina, avvolti dalla nebbia o dalla pioggia. La musica “a palla” fa da sottofondo, da dialogo, da cordone ombelicale. A volte basta il silenzio. Si ritrovano gli anni di educativa domiciliare,  l’adolescente che c’è ancora nell’adulto, strato dopo strato, anno dopo anno; intrecciati insieme dal silenzio degli adolescenti. Uno spazio dove non arrivano la parole: arriva la musica. Rock. Un tripudio di gioia, in scatola. Continua a leggere Blaze of glory