Organizzazioni con disturbo alimentare

  Storia verosimile, basata su aneddoto vero. articolo già pubblicato su Facebook il 2/6/2016 e parzialmente modificato per il blog Un* collega mi descrive la situazione dell’impresa in cui lavora, ora che ha superato la fase di start up, in modo davvero brillante, assumendo sempre più un atteggiamento particolare nella gestione organizzativa. Mi racconta cosa succede, parla veloce come se mancasse aria e tempo per farlo, dichiara continuamente il suo essere molto stressat*. Direi che si vede assai bene quello stress. Il corpo è sempre molto prodigo quando mostra fatica e sofferenza. In quel momento mi  viene in mente un … Continua a leggere Organizzazioni con disturbo alimentare

Costruire sapere e smontare pregiudizi.

(Domande e questioni dal sabato mattina) già pubblicato su Il caffè Pedagogico in data 5 marzo 2017 Riflettevo sul bisogno che abbiamo tutti di cercare libri e manuali che ci permettano di informarci sui problemi che andiamo trovando al lavoro. Mi ricordo l’avidità di cercare e capire che, quasi, mi obbligava a infilarmi nelle librerie, nelle biblioteche e chiedere in prestito un qualche volume alle colleghe. La gioia nel leggere qualche autore era molta laddove questi mi illuminasse sulla gestione di un certo servizio o su di certa sindrome. Lavorando con la disabilità dal 1989 si capisce che di libri … Continua a leggere Costruire sapere e smontare pregiudizi.

Ir-raggiungibile #eduorg

Se non trovi qualcuno subito al telefono, c’è l’sms, la mail, whatsapp o telegram. Oppure messenger. L’importante sapere (sempre) che quella persona è sempre raggiungibile. Il mito (o il mitologismo) di oggi: l’altro è sempre a disposizione. Sempre pronto a comunicare, sempre connesso, sempre presente. La rete in tal senso la fa da padrona. Tutto c’è, sempre. L’assenza dell’altro o del suo potenziale virtuale di incontro (cfr. la doppia spunta blu di what’s app) genera ansia, rabbia, frustrazione. L’altro non dorme mai, non va nemmeno in bagno a farsi una doccia, se mangia è sempre pronto a trovare una risposta, … Continua a leggere Ir-raggiungibile #eduorg

Conosci te stesso o del coraggio #edupost (appunti)

Conosci te stesso o del coraggio, meglio dell’essere coraggiosi. Abbiamo tutti come idea base quella che il coraggio sia qualcosa di grandioso, che si basi sul del gettare il cuore oltre l’ostacolo, vivendo di epopee, di eroismi. Ma se dobbiamo insegnare questo tipo di coraggio, l’opera diventa assai davvero difficile da insegnare, oltre che da praticare. non siamo mica gli spartani di Leonida Il coraggio che spinge ad andare oltre a tutto, a tutti, a se stessi, che è un po’ folle, e richiede grande energia, grande ottimismo e, forse, quantità spropositate di generosità. Non è da tutti. Poi c’è … Continua a leggere Conosci te stesso o del coraggio #edupost (appunti)

TRA (educazione – cultura – pensieri)

Oggi viaggiamo tra le dicotomie (bianco o nero), tutto si deve dividere in due parti, per capire dove stare. Eppure mi sembra che stare, debba essere visto come un viaggiare, at-tra-versare, percorrere ciò che sta tra due posizioni. E nel viaggiare, si capisce che le posizioni sono spesso più di due, a volte tre o quattro, e in ogni caso sono sorprendentemente assai più complesse, connesse e stratificate di quanto si pensava. A quel punto si scopre che per pensare, comprendere la realtà, e vivere nel mondo (educare, imparare, formare, insegnare, costruire) tocca fare uno sforzo. Quello di costruirsi dubbi … Continua a leggere TRA (educazione – cultura – pensieri)

bulli grandi e piccoli

Questo post nasce come rielaborazione di un pensiero nato grazie ad una discussione nata sul gruppo facebook Il caffè pedagogico. Una necessaria premessa: ritengo il web un fenomeno interessante e culturalmente ineliminabile (il nostro mondo e modello di economia, informazione, politica, dati, ricerca etc viaggiano su strade digitali), pertanto esso rappresenta un attraversamento storico e sociale che ogni adulto che si occupi di educazione o che abbia uno sguardo responsabile non può evitare. Ciò va fatto analizzandolo, informandosi/formandosi a coglierne limiti e possibilità. Aggiungo che anche personalmente il “mondo web” mi piace e intressa molto. Così lo sguardo che portiamo, noi che ci … Continua a leggere bulli grandi e piccoli

fare disordine

Ultimamente il servizio per persone con disabilità che coordino sta mettendo mano alla programmazione e alla riprogettazione delle attività. Il che significa modificare concretamente la quotidianità di operatori e degli utenti,  riformulando gli orari, o cambiando le appartenenze ai gruppi o ai laboratori: concretamente Mario sarà in gruppo con Maria, e Paolo non andrà a fare riabilitazione con Paola*. Ma cambiare le attività quotidiane, di persone con disabilità, non è semplice; si toccano comportamenti e abitudini rassicuranti, o stereotipe. Bisogna agire con attenzione. Gli operatori stessi devono immaginarsi diversi, intenti a fare azioni nuove, o in modo diverso, prestando attenzione a come organizzeranno le attività e nuovi gruppi che dovranno … Continua a leggere fare disordine

Severus Piton o del pedagogista oscuro.

Al post aspira ad avere una certa leggerezza e un tono blandamente ameno, il che non toglie che qualche riflessione inquieta, la ci si provi a piazzarla. Che una scrittura pedagogica possa anche avvalersi di altri modi di fare/farsi domande? Io ci sto provando, con esiti incerti e dubbi massicci. In ogni caso se non conoscete la serie cinematografica e letteraria di Harry Potter non mettetevici proprio. « Aveva gli occhi neri come quelli di Hagrid, ma del tutto privi del suo calore. Erano gelidi e vuoti, e facevano pensare a due tunnel immersi nel buio. » (J. K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale) Severus Piton (Severus Snape) è un personaggio … Continua a leggere Severus Piton o del pedagogista oscuro.

valore dell’incertezza

‪#‎educare‬ quotidianità di una professione che obbliga a richiedersi continuamente chi sia il più debole, tra una pluralità di soggetti su una scena comune,  quali livelli di tutela bisogna attivare, ora per uni ora per gli altri quando bisogna tutelare e quando lasciar gli altri liberi di “errare” e poi scegliere intenzionalmente ogni volta una azione che sia dedicata e specifica e pensata osservare, osservarsi, ridiscutere, rinegoziare …  affrontarndo ogni mattina il timore di sbagliare, dando valore alla propria incertezza, che allena lo sguardo. Continua a leggere valore dell’incertezza