Il corpo pedagogico: appunti di viaggio per una formazione – il corpo che sono

di Manuela Fedeli

Un corpo pedagogico: il corpo che sono

È una vita che mi interrogo sul corpo che sono.

A dire il vero mi interrogo anche su cosa voglia dire interrogarmi sul corpo che sono.

Ciò che è certo è che sono sempre stata convinta che la cultura dualistica occidentale, che si fa portavoce della suddivisione tra corpo e mente, non mi ha mai convinta e nemmeno mi è mai piaciuta più di tanto.

Voglio dire, ci sarà un motivo per cui se sono stressata il mio corpo si ammala.

Addirittura mi avvisa che una situazione mi stressa prima ancora che razionalmente io me ne accorga. E quanto male mi fa se non voglio ascoltarlo!

E poi penso: quanto stiamo bene quando ci sentiamo belli?

Sarà che ci nutriamo d’Estetica? Anche, e non è un male.

Il Bello è bello e fa bene.

Corpo e mente non possono essere in alcun modo svincolati.

La loro unione, nella nostra percezione, ci mette a contatto con l’Io più profondo, originario e consapevole che siamo.

Mi pace fare movimento fisico, adoro lo yoga, non potrei fare a meno di buoni pranzi e cenette e del calore che mi trasmette la fusione con il corpo che amo.

Tutto ciò parla di me e mi fa parlare, mi mette in comunicazione con il Mondo e con la Vita. Ma cosa comunico di me al mondo attraverso il mio corpo?

Quale vita genero e quanta vita continua a rigenerarmi attraverso il corpo che sono?

Da qui la voglia di approfondire questo argomento nel laboratorio che co-condurrò con la mia amica e collega Monica Massola, per la Scuola di Consulenza pedagogica Dedalo.

Mi auguro di poterlo approfondire anche con voi.

A presto,
Manuela Fedeli.

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4 pensieri su “Il corpo pedagogico: appunti di viaggio per una formazione – il corpo che sono

  1. se fossei più vicina verrei subito a partecipare al laboratorio. la riappropriazione del corpo, delle sensazioni, delle emozioni è una cosa di cui tutti abbiamo bisogno. un sapere e una consapevolezza dimenticate. vi seguirò con estremo interesse.

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  2. Assolutamente d’accordo con Monica. Noi ci siamo Piattini e ti aspettiamo in qualsiasi forma, anche a distanza. anche così i nostri corpi parlano: non si vedono, eppure dominano nell’assenza. a presto!

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