Sfondi metropolitani: “bellissime”

di Irene Auletta

Qualche giorno fa, insieme ad alcune colleghe, mi sono ritrovata a parlare di una questione che, purtroppo, non affronto per la prima volta.

Bambine, ragazzine delle scuole medie, disponibili a favori e prestazioni sessuali in cambio di piccoli doni o compensi fra cui, i più gettonati, sembrano essere le ricariche del cellulare.

Lungi da me l’idea di gridare allo scandalo o di esibirmi in discorsi moralisti.

Come donna, madre e professionista dell’educazione però, sento il bisogno e la responsabilità di dire qualcosa.

Ho raccolto alcuni commenti. Oltre allo stupore, alla rabbia e allo sgomento, l’indifferenza, travestita da quel buon senso opportunista di tutti i giorni che ormai è diventato insopportabile.

“Per fortuna, ho figli maschi”.

“Per fortuna mia figlia è ancora piccola”.

“Per fortuna mia figlia è già grande”.

L’elenco potrebbe anche continuare ma credo si sia compreso il senso e quindi direi che può bastare così.

Forse tutti noi fatichiamo a vedere come la cultura dominante ci ha travolto, fino a farci pensare che il singolare sia rimasto l’unico verbo esistente. Forse, in situazioni come queste, in qualità di adulti dovremmo tornare ad essere un noi che si preoccupa di ciò che sta accadendo alle giovani generazioni, indipendentemente dal legame affettivo diretto.

Personalmente sento forte questa responsabilità e, che le ragazzine in questione non siano le mie figlie, pur con la differente cifra affettiva, mi chiama e impegna profondamente da un punto di vista emotivo e pedagogico.

Cosa ci stanno dicendo queste bambine e ragazzine? E cosa stanno capendo i maschi coinvolti in questi “giochetti” di ciò che può essere un incontro intimo con l’altro genere?

Mi preoccupano tanto entrambi, bambine e bambini, ragazze e ragazzi, perchè seppur con ruoli differenti, sono allo stesso modo coinvolti in un incontro triste, deprimente e povero. Mi preoccupano gli adulti assenti, se la questione non li tocca personalmente o, a volte, anche se li tocca. Mi preoccupano perchè, abbagliati dalle luci della ribalta e dalle sue grida assordanti, rischiano di diventare ciechi e sordi, senza neppure rendersene conto. Io credo che dobbiamo provare tutti a dire che ciò che sta accadendo ci riguarda sempre e comunque. Che abbiamo la responsabilità di ascoltare cosa ci stanno dicendo i bambini e i ragazzi, smettendola di riempire tutti gli spazi con le nostre parole e provando a dare spazio e dignità alle loro e ai loro racconti.

Il problema non è il costo sessuale di una ricarica ma quello di preoccuparsi di ciò che finora hanno imparato questi giovani, di quello che credono essere la cosa giusta, di ciò a cui attribuiscono significato.

Al contrario possiamo continuare a non vedere, non sentire e sperare che non capiti a noi. Qualcuno ha sostenuto tempo fa che l’educazione è deceduta. Non so, può essere.

Io credo che si possa ancora insegnare ad incontrare il mondo, a capirne insieme i significati, a sbagliare per vedere cosa farsene degli errori. Credo si possa, e che si debba, insegnare a vivere.

Anna Magnani in

Bellissima di Luchino Visconti

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2 pensieri su “Sfondi metropolitani: “bellissime”

  1. una riflessione-manifesto che sottoscrivo in pieno. Di grande attualità anche per gli avvenimenti recenti e conseguente polverone madiatico.
    Togliamo la polvere e guardiamo alla sostanza delle cose! Grazie Irene, perchè è una pedagogia dello sguardo, quella che mi insegna questo scritto.

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  2. Cos’è successo dai tempi nostri ad oggi? Non sono poi così lontani. Cosa può aver cambiato a questo punto i comportamenti tanto da legittimare anche nei giovanissimi atteggiamenti di “prostituzione”? Perchè di questo si tratta. Non importa se un bacio, una carezza o l’anima intera, è lo scopo per cui si agisce ( avere in cambio un vantaggio spesso di tipo economico) è questo che rende immorale l’atto. Faccio fatica a non spaventarmi, pensando ad una generazione nella quale c’è mio figlio dove al posto del primo grande innamoramento che colora per sempre la memoria e l’emozione del primo incontro c’è la soddisfazione di guadagnare una ricarica… o ancora peggio che il fascino del corteggiamento, degli appassionanti patimenti per amori non corrisposti, si possano comprare ed evitare con 20 euro… non mi scandalizza tutto ciò ma mi intristisce e mi addolora profondamente.
    So che sbaglio ma il mio sentire è questo e spero davvero che ci siano ancora delle chance e l’educazione possa svolgere il suo ruolo.

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